30 Aug 0

Realizzazione modello militare Sdkfz253

Il modello

Il modello di base è il kit Italeri (ex Max) dedicato alla versione iniziale del cingolato caratterizzata dalla cabina chiusa e arrotondata. Ho voluto realizzare la versione Ambulanza basandomi, per i riferimenti fotografici, sulle uniche immagini dedicate alla versione chiusa e squadrata. Le modifiche introdotte sono state numerose in quanto i dettagli presenti nello stampo risultavano piuttosto grossolani e caratterizzati da numerosi ritiri.

Ho preferito ricorrere ai tondini Evergreen e ai fogli di plasticard in quanto il set di fotoincisione della Eduard si è dimostrato per molti aspetti sovradimensionato e inattendibile. Al momento della conversione non erano ancora disponibili i cingoli “workable” della Model Kasten la cui confezione contiene anche 04 ruote motrici di pregevole fattura. Ho quindi sostituito i cingoli del kit con quelli della FriurModel: molto realistici ma difficili da adattare alle ruote motrici in quanto leggermente sovra-dimensionati.

Gli interventi, realizzati con tondini Evergreen e fogli di plasticard hanno riguardato:
1. La cabina
2. Il cassone posteriore
3. Lo chassis.

1. La cabina

La cabina è stata interessata dai seguenti interventi:

  • Ricostruzione delle pareti interne aggiungendo piastre di plasticard opportunamente sagomate;
  • Ricostruzione del cruscotto e del vano portaoggetti situato sul lato passeggero;
  •  Aggiunta dei motorini necessari al movimento dei tergicristalli, prelevati dalla Kubelwagen 82 Tamiya;
  • Ricostruzione delle casse situate sotto i sedili del pilota e del passeggero adattando allo scopo quelle situate sotto il cassone dell’Opel Blitz Italeri;
  • Ricostruzione del sedile del pilota;
  • Ricostruzione delle cerniere delle portiere, delle imbottiture interne, dei canali di scorrimento dei finestrini (riprodotti in acetato) e delle maniglie;
  • Ricostruzione della piastra collocata sul tetto della cabina;
  • Sostituzione del faro Notek con quello del set Tamiya dedicato al Pz. IV;
  • Sostituzione delle piastre di protezione del radiatore;
  • I cristalli anteriori sono stati collocati utilizzando lo stucco della Squadron per simulare la guarnizione in gomma che circondava il perimetro esterno.

2. Il cassone posteriore

Il cassone posteriore è stato completamente costruito utilizzando i disegni in scala contenuti nel volume della MK Editions dedicato al RSO da cui ho ricavato le seguenti misure in centimetri:

  Fondo del cassone 8 x 6
  Pareti laterali 8 x 3,8
  Pareti anteriore e posteriore 6 x 3,8

L’evacuatore di fumi, posizionato sul tetto del cassone, è stato realizzato utilizzando quello dell’M113 Tamiya aggiungendo con una stripe di plasticard il bordino inferiore.

3. Lo scafo

Rappresenta la parte più fastidiosa dell’intervento non tanto per le modifiche apportate quanto per quantità di tempo necessaria ad una soddisfacente pulizia dei pezzi che lo compongono (ruote motrici e ammortizzatori, in particolare). Mi sono limitato ad aggiungere qualche bullone agli ammortizzatori mentre ho interamente ricostruito la struttura del gancio di traino e la marmitta (scappamento compreso).

Colorazione

Per la colorazione ho utilizzato i colori Humbrol: sabbia chiaro per il fondo e colori mimetici (rosso e verde) per le striature mimetiche. Le croci piccole provengono dal set dei trasferibili Verlinden mentre la croce posizionata sul tetto del cassone è un vecchio trasferibile ad acqua della Modelbau. L’indicatore di “Distanza 100 metri” è il classico trasferibile a secco Verlinden così come la rete mimetica. L’invecchiamento è stato realizzato utilizzando gessetti colorati e un pesante lavaggio con il nero Humbrol.

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19 Aug 0

La Cheesecake del Toro

I nati sotto il segno del Toro sono persone realiste che amano godersi i piccoli piaceri della vita. In cucina, secondo il nostro oroscopo, i Toro sono molto attenti alla stagionalità degli ingredienti e alla loro qualità. Per questo motivo per i nostri amici del Toro (e non solo), noi di Chiacchiere Dolci consigliamo una dolcissima cheesecake con frutti di stagione. Facciamola insieme!

Ingredienti

Per la base
100g di biscotti friabili per la base
60g di burro fuso

Per la crema
250 gr di yogurt greco bianco
350 gr di formaggio cremoso
225 gr di panna da montare
100g di Zefiro
50ml di latte
10g di gelatina in fogli

Per guarnizione: frutta di stagione (fragole, nel nostro caso ? )

Procedimento

Per fare la cheesecake si parte sempre dalla base. Questa cheesecake è a “freddo”, per cui non dovrà essere cotta in forno. Si comincia riducendo in briciole i biscotti per la base. Per farli al meglio potete usare il mixer o in alternativa, come faccio io, metterli all’interno di un sacchetto gelo chiuso e poi ridurli in briciole con la sola forza dei pugni (è un ottimo antistress ? ).
A questo punto in una ciotola uniamo i biscotti sbriciolati insieme al burro fuso, unendo bene il tutto, quindi sistemiamo la base all’interno di una teglia e compattiamo bene il tutto.
Lasciamo in frigo per almeno mezz’ora, in modo che la nostra base si solidifichi per bene.

Nel frattempo iniziamo a preparare la crema.
Si comincia montando la panna. Dopo di ché mettiamo a sciogliere la nostra gelatina nel latte.
In una ciotola abbastanza capiente uniamo lo yogurt greco, il formaggio cremoso e Zefiro. Amalgamiamo bene, aiutandoci con lo sbattitore, quindi aggiungiamo il latte con la gelatina sciolta e poi, per ultima, incorporiamo la panna montata aggiungendola e mescolandola alla crema con molta delicatezza.

E’ il momento di assemblare. Riprendiamo la base della torta e aggiungiamo sopra la crema, quindi rimettiamo in frigo per circa un’ora.
Per decorare usiamo qualche frutto di stagione. Io ho scelto le fragole: che adoro e in questo periodo ci stanno proprio bene. Per completare la decorazione ho fatto anche una coulis alla fragola

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10 Aug 0

Scopri i 5 Passi da Fare per le Rendite Finanziarie

Le rendite finanziarie si ottengono soli se sei orientato all’azione.

E’ semplice dire che l’insoddisfazione che stai vivendo dipende dalla società, dalla politica, dalla tua situazione familiare, dall’educazione che hai ricevuto, dalla sfortuna, dal sistema, bla bla bla bla………

Sono tutte balle! Punto.

Per iniziare a migliorare il tuo conto in banca e fare soldi online, la miglior cosa da fare è lasciar andare definitivamente l’idea che gli altri sono responsabili di qualsiasi cosa ti abbia impedito di raggiungere i tuoi obiettivi.

Il modo migliore per sviluppare pienamente il tuo potenziale di profitto è essere proattivo, cioè creare tu stesso i presupposti perchè le cose accadano e sopratutto farle andare nella direzione che vuoi che vadano.

La parola d’ordine è prendere l’iniziativa

Questo nuovo atteggiamento ti darà risultati finali positivi, a condizione che tu sia disposto a fare tutto quello che bisogna fare, anche quando non ne hai voglia.

Se lo scopo primario della tua vita è avere successo nell’ambito finanziario, solo tu ne hai la piena responsabilità.

Fino a qualche anno fa il campo delle rendite finanziarie era disponibile ad una piccola percentuale di persone, ma con l’era di internet le cose sono decisamente cambiate, offrendo nuove opportunità a tutti gli abitanti della terra

Quindi, di fronte a questo cambiamento epocale hai 2 possibilità:

Subire o Agire

Se vuoi sfruttare questo momento storico chiediti:

Qual è la MIA risposta?

Che cosa ho intenzione di fare IO?

Entrare nel mondo delle rendite finanziarie, e cosa più importante, essere profittevole, hai bisogno di fare dei passi:

  1. Cominciare da te stesso, prendi l’iniziativa.
  2. Provarci con perseveranza.
  3. Se fai un errore, ammettilo, e impara da esso.
  4. Modifica le cose che non vanno.
  5. Lavora sulle cose che puoi cambiare e controllare.

Non si diventa autonomi in un giorno, quindi dovrai darti del tempo e se hai delle persone più competenti che ti seguono, meglio.

Per questo esistono tante possibilità e se vuoi vivere alla grande questa opportunità e fare soldi online

In conclusione ecco il messaggio fondamentale di questo articolo:

Scegli di vivere in balia del caso, dando la colpa a qualcuno e subendo quello che ti succede, oppure decidere di essere responsabile della tua vita.

Scegli e basta. La decisione spetta solo a te.

Altrimenti lascia che qualcun’altro scelga per te.

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29 Jul 0

Le malattie dei pesci di acqua dolce

Prima di parlare delle malattie dei pesci di acqua dolce trovo sia corretto comprendere come prevenirle. Banale?! Mica tanto.

Parliamoci chiaro: per curare un pesce quando gravemente malato, i consigli del negoziante raramente possono aiutare, a meno che non sia abbia la fortuna di avere un negoziante di fiducia altamente competente; anche in questo caso comunque, sarebbe assurdo aspettarsi da lui dei miracoli.

La miglior arma a nostra disposizione contro le malattie dei pesci è la prevenzione, che lo si voglia oppure no.
Una buona prevenzione, ed una gestione ottimale dellacquario, ben difficilmente andrà a portare malattie nella vasca in cui vivono i nostri pesci e le piante.
La semplicità aggiungo è ulteriore arma a disposizione di chi, come me, non ha determinate conoscenze in materia relative alla biologia.

Il primo passo da compiere è offrire ai pesci, ed alle piante una vasca il cui filtro sia ben attivo, già rodato, già capace di mantere un sano equilibrio dei parametri chimico-fisici dellacqua, una corretta pulizia.

Se già riusciamo in questo primo passo, dovremo introdurre nella stessa vasca virus, o pesci già ammalati, per averne poi di tali.
La vasca principale non dovrebbe mai essere inquinata con medicinali, dovrebbe sempre risultare un ambiente biologicamente equilibrato: limmissione eventuale di medicinali andrebbe inevitabilmente a danneggiare i batteri utili al filtro, le piante, ed i pesci sani.
Quando un pesce è ammalato, è opportuno spostarlo in una vasca apposita, priva di tutto: un contenitore dalle spoglie pareti di vetro munito solo del filtro, ambiente igienicamente migliore per tentare di guarire il pesce.

Prima di inserire un pesce nella vasca principale, specie se appena comprato e ci somiglia sanissimo, metterlo comunque nella vasca di quarantena (caratteristiche come sopra) e lasciarlo almeno per una ventina di giorni, meglio ancora se trenta.
Con la vasca spoglia di tutto è più facile controllare e verificare visivamente il comportamento del pesce e comprendere se sano oppure no.
A qualcuno può sembrare una scocciatura? Provate per un attimo a pensare alla scocciatura di avere un pesce ammalato nella vasca principale e doversi trovare poi a fronteggiare la malattia, cercando di evitare che si trasmetta ad altri pesci.

Una buona prevenzione è la miglior cura anche di chi (ripeto come me) non ha competenze specifiche sulle malattie dei pesci: la mia passione, la nostra credo, è quella di allevare pesci sani che possano riprodursi.
Può accadere che si possano ammalare?
Certo che sì, proprio come per gli esseri umani.
Ma sovente, se rispettate tutte le regole igieniche e di alimentazione, si tratta di malattie che sfuggono al nostro controllo.
Nel caso non si sappia che fare, non improvvisiamo: un veterinario, o comunque una persona realmente esperta in materia, ci potrà fornire un valido supporto.

Quando eseguiamo i parziali cambi di acqua seguiamo poche regole basilari: che non sia troppo distante dalla temperatura dellacqua dellacquario, che sia preventivamente trattata con osmosi inversa e con gli stessi valori di quella presente nella vasca.
Evitiamo quanto più possibile stress ai pesci che dipendono in tutto da noi.

Tantissimi motivi possono portare un pesce alla malattia:
lo stress può essere causato da molteplici fattori;
convivenza forzata con specie non compatibili;
filtraggio non adeguato;
temperatura dellacqua non idonea;
cambi di acqua brutali e repentini;
illuminazione inadeguata;
mancanza di nascondigli in cui il pesce possa rifugiarsi quando lo desidera, etc.

Prevenire, significa evitare di ospitare i pesci in ambiente non gradito, a partire dallallestimento della vasca, ancor prima dalla scelta della stessa, dovremo pensare ai pesci che lì dovranno vivere.

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14 Jul 0

Schiavo del sistema?

Vi siete mai chiesti perché noi, soprattutto noi del mondo occidentale, siamo sempre alla ricerca di qualcosa e viviamo sempre in un’interminabile attesa? In inverno aspettiamo l’estate, ogni lunedì aspettiamo il sabato, compriamo il nuovo cellulare ma aspettiamo già che esca l’ultimo modello per poterlo cambiare..e così facendo non viviamo: è più una sorta di sopravvivenza costruita su infelicità, invidia e insoddisfazione. Perché? Perché infelicità, invidia e insoddisfazione ci portano a consumare beni di ogni sorta per avere la macchina più bella del nostro amico, per avere il giardino più curato di quello del nostro vicino, per avere il fisico più scolpito della nostra collega, per avere il taglio all’ultima moda e il telefono all’ultimo grido.

Rimaniamo intrappolati dietro le sbarre di tutto ciò che ha un valore…di mercato! Quindi diventiamo schiavi di tutto ciò che si può comprare, di tutto ciò che ci viene sbattuto in faccia da mass-media, cartelloni pubblicitari, web e tutti fanno tutto solo per far circolare denaro. Alla fine, volendo o no, finiamo per diventare tutti schiavi di questo sistema e nessuno è libero.

Perché la persona libera è colei che si crea da sola la propria felicità, e non parlo ovviamente del palliativo dato dal denaro e da tutto quanto questo può comprare. Parlo della felicità vera, di quella che si può provare stando sdraiati sull’erba fresca che ti solletica le gambe mentre il vento muove le cime di mastodontici pini cantando una melodia che le note di un compositore non saranno mai in grado di riprodurre! Parlo di quella felicità che provi mollando tutto e andando in un posto che ti piace, di quella felicità che si prova quando molli quello stupido e odioso lavoro in ufficio e inizi a coltivare un pezzo di terra perché è quello che hai sempre desiderato. Parlo di quella felicità che provi quando sei tu a scandire i ritmi del tuo tempo e non la società a dettarli per te. Parlo di quella felicità che in pochi riescono a trovare ma che è dietro ogni angolo. Parlo di quei frammenti di tempo che durano poco ma ci regalano qualcosa che non dimenticheremo mai: la felicità.

La crisi ad alcuni ha aperto gli occhi: ha fatto capire cosa ha veramente valore e cosa no ma sono pochi quelli che riescono a fare del consumismo il proprio schiavo e non viceversa.  E con questo non intendo dire che non dobbiamo avere il pc o lo smartphone ma che dobbiamo averli solo per un nostro vantaggio e non per sfoggiarli nel gruppo di amici, per far vedere alla collega invidiosa l’ultima borsa di Luis Vuitton o per far sentire il rombo della nostra nuova auto superaccessoriata al nostro vicino sfrecciandogli accanto a 200 km/h…

Ad essere in crisi non è l’economia ma l’umanità: ci siamo resi conto che per quanti progressi possiamo fare, questi non ci daranno mai la Felicità perché possiamo trovarla solo dentro noi stessi.

Come ha affermato Papa Francesco, ci vuole coraggio per essere felici.

Insomma, se invece di pensare che ci dobbiamo necessariamente adattare, diventando schiavi del sistema, scegliessimo di vivere come piace a noi, di farlo qui, dove abbiamo sempre vissuto, e di farlo ora, allora saremo felici e liberi. Ci vuole coraggio, è vero, ma la migliore scelta che si può fare ogni mattina è quella di essere felici perché, come dice Roy Goodman, la felicità è un modo di viaggiare e non una destinazione.

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18 Sep 0

Stanzette per fratelli: come farli convivere al meglio

Nel titolo si è utilizzato il termine stanzette per fratelli anche se si fa ovviamente riferimento anche alle sorelle in linea generale. Il punto comunque è che, spesso, i bambini soprattutto se presentano età molto differenti non tendono ad andare sempre d’accordo e questo può influire non poco su quella che è la tranquillità in casa.
Con il tempo quasi sicuramente le cose andranno a migliorare ma nel frattempo è fondamentale correre ai ripari per evitare situazioni sgradevoli.

Le giuste passioni

Le stanzette per fratelli, in linea di massima, dovrebbero essere sempre ottimizzate in modo tale da permettere ad entrambi i bambini di poter esprimere al meglio le proprie passioni ed i propri interessi.
A questo proposito il consiglio che mi sento di dare a qualsiasi genitore è quello di evitare di coinvolgerli forzatamente nelle stesse attività nel momento in cui uno dei due non manifesti particolare interesse.
Così facendo infatti si induce uno dei due figli ad annoiarsi e a non andare d’accordo, di conseguenza, con l’altro. Convogliando i loro interessi in qualcosa che li appassiona inoltre avranno molto meno tempo per litigare.

Mobilio e non solo

Le attività ed i giochi, però, non sono le uniche variabili nelle stanzette per fratelli in quanto anche il mobilio può giocare un ruolo fondamentale. In particolare il letto in quanto rappresenta il punto d’incontro forzato per entrambi.
A questo proposito un’ottima soluzione potrebbe essere quella di utilizzare un letto a castello, acquistabile online al seguente negozio: https://lettiacastello.net, che viene percepito sicuramente come un qualcosa di assolutamente particolare e simpatico e proprio per questo apprezzato molto di più rispetto a lettini singoli.
In più in questo modo avranno la possibilità di dormire insieme senza dover per forza di cose litigare.  In ogni caso, sono da incoraggiare i rapporti tra fratelli o sorelle in quanto salutari e incredibilmente veri.

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