Categoria: Psicologia

14 Lug 0

Schiavo del sistema?

Vi siete mai chiesti perché noi, soprattutto noi del mondo occidentale, siamo sempre alla ricerca di qualcosa e viviamo sempre in un’interminabile attesa? In inverno aspettiamo l’estate, ogni lunedì aspettiamo il sabato, compriamo il nuovo cellulare ma aspettiamo già che esca l’ultimo modello per poterlo cambiare..e così facendo non viviamo: è più una sorta di sopravvivenza costruita su infelicità, invidia e insoddisfazione. Perché? Perché infelicità, invidia e insoddisfazione ci portano a consumare beni di ogni sorta per avere la macchina più bella del nostro amico, per avere il giardino più curato di quello del nostro vicino, per avere il fisico più scolpito della nostra collega, per avere il taglio all’ultima moda e il telefono all’ultimo grido.

Rimaniamo intrappolati dietro le sbarre di tutto ciò che ha un valore…di mercato! Quindi diventiamo schiavi di tutto ciò che si può comprare, di tutto ciò che ci viene sbattuto in faccia da mass-media, cartelloni pubblicitari, web e tutti fanno tutto solo per far circolare denaro. Alla fine, volendo o no, finiamo per diventare tutti schiavi di questo sistema e nessuno è libero.

Perché la persona libera è colei che si crea da sola la propria felicità, e non parlo ovviamente del palliativo dato dal denaro e da tutto quanto questo può comprare. Parlo della felicità vera, di quella che si può provare stando sdraiati sull’erba fresca che ti solletica le gambe mentre il vento muove le cime di mastodontici pini cantando una melodia che le note di un compositore non saranno mai in grado di riprodurre! Parlo di quella felicità che provi mollando tutto e andando in un posto che ti piace, di quella felicità che si prova quando molli quello stupido e odioso lavoro in ufficio e inizi a coltivare un pezzo di terra perché è quello che hai sempre desiderato. Parlo di quella felicità che provi quando sei tu a scandire i ritmi del tuo tempo e non la società a dettarli per te. Parlo di quella felicità che in pochi riescono a trovare ma che è dietro ogni angolo. Parlo di quei frammenti di tempo che durano poco ma ci regalano qualcosa che non dimenticheremo mai: la felicità.

La crisi ad alcuni ha aperto gli occhi: ha fatto capire cosa ha veramente valore e cosa no ma sono pochi quelli che riescono a fare del consumismo il proprio schiavo e non viceversa.  E con questo non intendo dire che non dobbiamo avere il pc o lo smartphone ma che dobbiamo averli solo per un nostro vantaggio e non per sfoggiarli nel gruppo di amici, per far vedere alla collega invidiosa l’ultima borsa di Luis Vuitton o per far sentire il rombo della nostra nuova auto superaccessoriata al nostro vicino sfrecciandogli accanto a 200 km/h…

Ad essere in crisi non è l’economia ma l’umanità: ci siamo resi conto che per quanti progressi possiamo fare, questi non ci daranno mai la Felicità perché possiamo trovarla solo dentro noi stessi.

Come ha affermato Papa Francesco, ci vuole coraggio per essere felici.

Insomma, se invece di pensare che ci dobbiamo necessariamente adattare, diventando schiavi del sistema, scegliessimo di vivere come piace a noi, di farlo qui, dove abbiamo sempre vissuto, e di farlo ora, allora saremo felici e liberi. Ci vuole coraggio, è vero, ma la migliore scelta che si può fare ogni mattina è quella di essere felici perché, come dice Roy Goodman, la felicità è un modo di viaggiare e non una destinazione.

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